Betulla: proprietà, utilizzo e controindicazioni

Lo sapevi che gli estratti di Betulla sono molto utili per chi soffre di pressione alta (ovvero ipertensione) e allo stesso tempo svolge un’azione detossificante e drenante?

Proprietà della Betulla

Le foglie di betulla sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà diuretiche e depurative.
L’incremento di emissione di urina facilita l’eliminazione dell’acqua e delle tossine accumulate nell’organismo, come il colesterolo e gli acidi urici che provocano reumatismi e gotta.
La pianta inoltre è uno dei rimedi elettivi nella cura della cellulite, in quanto aiuta l’eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali, caratteristici di questo inestetismo cutaneo.

Il migliore impiego terapeutico degli estratti di betulla è quello riguardante il trattamento della cellulite, perché riduce nettamente l’impastamento e la componente dolorosa, ed elimina i liquidi ristagnanti nei tessuti.

Modalità d’uso

La betulla è preferita per uso interno. L’assunzione più conosciuta è tramite infuso con un cucchiaio di foglie per ogni tazza di acqua bollente. La pianta deve restare in infusione per 10 minuti prima del filtraggio. Due tazze al giorno lontano dai pasti è la quantità consigliata. Chi non ama gli infusi può optare per la tintura madre, diluendo una sessantina di gocce in una bottiglia grande di acqua minerale, da bere durante l’arco della giornata. Questi metodi classici sono stati superati largamente dalla nuova generazione di integratori, sia in termini di efficacia, sia in termini di praticità di assunzione. Nel XXI° Secolo, non c’è più bisogno di portare con sè una grande bottiglia e berla durante la giornata, basta una bustina concentrata monouso, strappa e bevi. In questo modo si abbattono i costi, si ottimizza l’efficacia del prodotto e la sua praticità di assunzione.

Controindicazioni

Passando ora alle controindicazioni, la betulla è generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle persone. La pianta è però sconsigliata ai soggetti allergici all’acido acetilsalicilico (data la presenza di salicilati) per evitare il rischio di intossicazioni.

Descrizione e Habitat

La betulla (Betula pendula) è uno splendido albero molto amato per il suo aspetto aggraziato, la chioma lieve e rada, che diventa dorata in autunno, e per la corteccia bianca, molto decorativa soprattutto d’inverno, quando l’albero si spoglia.

Le betulle fanno parte della famiglia delle betulacee che comprende alcune delle piante più con amenti più famose tra cui i noccioli, gli ontani e i carpini.

Questa famiglia è composta da 6 generi e in totale più di 160 specie di alberi decidui e cespugli che crescono, generalmente nelle regioni temperato-nordiche. Tutta la famiglia è caratterizzata da foglie alterne e fiori in amenti separati di cui solo i maschili risultano ben evidenti e decorativi.

Il genere betula comprende da 30 a 60 specie: alberi poco longevi e considerati pionieri in tutto l’emisfero Nord.

Il suo nome deriva dal gallico ed è un diminutivo di “betua”. Il nome germanico birch, invece, ha origine indoeuropea e probabilmente significa “splendente”.

Il suo Habitat Naturale risiede nelle montagne del Nord della Spagna e d’Europa e anche nel Canada, dove forma boschi estesi, è presente anche in altre zone fredde e montuose del continente.

Storia

A Roma, i littori, che erano una sorta di guardia/soldati dei magistrati, portavano con sé il fascio littorio, ovvero un fascio di bastoni che erano fatti di betulla. I fasci servivano per percuotere le persone colpevoli in qualche modo verso i magistrati. Così i colpevoli attraverso questa punizione venivano purificati. Questa funzione di purificazione derivava probabilmente dai Celti, poiché Plinio il Vecchio cita che la betulla fosse un legno originario della Gallia. Inoltre, aggiunge che la betulla era usata per produrre torce nuziali, dato che aveva la fama di portare fortuna se ricevute il giorno prima delle nozze.

Medioevo

Nel Medioevo la betulla rappresentava la luce, perciò la saggezza ed è per questo motivo che spesso le bacchette degli insegnanti all’epoca erano fatte di rametti di betulla. Inoltre, i rami erano anche usati per frustrare i degenerati per scacciare il demonio.

Tradizioni ed usi:

Celti

La betulla è il primo albero dell’anno nel calendario dei Celti (24 dicembre – 21 gennaio).

È un albero che spesso viene collegato alla luna per il biancore della sua corteccia e le foglie argentate, ma per i celti simboleggia sia la luna che il sole.

Poiché è l’albero che fa ritornare la luce nell’anno nuovo era associata al sole, ma è anch’esso un albero che connette al Sidhe, cioè il mondo delle fate e degli spiriti, quindi si ricollega alla figura femminile e misteriosa della Madre. Infatti si pensava che bevendo la linfa della betulla in primavera potesse avere un’azione fertilizzante per le donne.

Da questa azione derivava la credenza che fosse un albero dell’amore e quindi i giovani avevano l’usanza di regalare una ghirlanda di rami di betulla alla propria amata.

Oltre a ciò, essendo l’albero di inizio anno, la betulla era anche associata alla festa di Imbolc, il primo febbraio. Questa festa è poi stata sostituita dalla Candelora, anch’essa festa di purificazione e rinascita.

Gli sciamani Buriati

I Buriati, una minoranza etnica della Siberia, hanno dei riti sciamanici in cui è assegnato alla betulla un ruolo molto importante.

Per gli sciamani, la betulla ha il potere di collegare il nostro mondo a quello degli spiriti e rappresenta per loro il cosiddetto Albero cosmico.

Per la cerimonia di iniziazione di un nuovo sciamano, che avveniva ogni nove anni circa, lo sciamano “padre” per cominciare, toccava la schiena dell’iniziato con una scopa fatta di rami di betulla e intrisa di alcune erbe per purificarlo. Il giorno dopo venivano tagliate delle betulle cresciute sulle tombe degli abitanti del villaggio. In questo modo gli spiriti dei dei defunti avrebbero potuto assistere alla cerimonia e vegliare sul nuovo iniziato.

La betulla più bella e possente invece era piantata nella jurta (tipo di tenda tipica) del futuro nuovo sciamano, alla quale erano appesi fili blu e rossi collegati a tutte le altre betulle, simboleggiando così l’arcobaleno. Questa betulla più importante era chiamata udeshi burkan, ovvero “guardiano della porta”, poiché tramite essa lo sciamano potrà accedere alla vista del mondo ultraterreno.

Una volta preparato il tutto, venivano fatte delle offerte sotto gli alberi invocando la protezione dei defunti per l’iniziato. In più veniva sacrificato un capro con il cui sangue il futuro sciamano si bagnava il capo e gli occhi.

Successivamente lo sciamano padre saliva sulla betulla centrale e man mano segnava nove tagli su di essa. Una volta sceso, l’iniziato faceva la stessa cosa, recitando preghiere e andando incontro ad ogni diverso livello a spiriti e dei.

Popoli slavi

Nella mitologia slava c’è la figura delle Rusalki, degli spiriti femminili simili a ninfe associate ai fiumi e laghi. Si dice che all’inizio della primavera, quando c’è il disgelo dei laghi, queste rusalki uscivano dall’acqua e si rifugiavano tra nel bosco tra le betulle per insidiare i viandanti. Chi non riusciva a resistere veniva catturato e poi ucciso. Per evitare ciò, spesso tagliavano una betulla per poi erigerla nel centro del paese e fare festa attorno ad essa. Successivamente poi si bruciava e si spargevano le ceneri sui campi.